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Nell’occasione del decennale della scomparsa di Vittorio Gassman, la Fondazione a lui intitolata e la famiglia (la moglie Diletta D’Andrea, i figli Paola, Vittoria, Alessandro, Jacopo) hanno deciso di mettere a disposizione degli studiosi e degli appassionati i materiali provenienti dall’archivio privato del mattatore. Grazie alla disponibilità e alla collaborazione dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e dell’Istituto delle Biblioteche del Comune di Roma, l’archivio Gassman ha finalmente trovato una Casa: il Centro Studi Casa Macchia.

Si tratta di una ricca raccolta di copioni, traduzioni, adattamenti, annotazioni e note di regia messi a punto da Vittorio, a testimonianza di quanto meticoloso e puntuale fosse il suo lavoro di preparazione per uno spettacolo, per un film.
Fotografie, recensioni, interviste, manifesti e locandine, registrazioni audio e video completano il quadro della sua lunga carriera, durante la quale ha cavalcato tutti i generi e i ruoli: drammatico e comico; da attore, regista, autore; in teatro, cinema e televisione.

Non mancano le lettere e gli encomi ricevuti da Vittorio e le attestazioni d’affetto inviate alla famiglia dopo il 29 giugno 2000, sia da personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica, sia dal foltissimo pubblico che lo ha amato e seguito per tanti anni.


Formatosi all’Accademia Silvio D’Amico - che frequentava (1941 – 1943) insieme a Luciano Salce, Luigi Squarzina, Luciano Lucignani, Vittorio Caprioli, Adolfo Celi, Carlo Mazzarella, Mario Landi, Nino Dal Fabbro, Tonino Pierfederici, Umberto Magaldi, Neri Mazzotti, Emilio Serrao, Vito Pandolfi - non si è mai diplomato, perché presto ingaggiato nella compagnia di Alda Borelli.

“Quello dell’Accademia d’Arte Drammatica è stato per me un periodo molto bello, devo dire, perché era proprio la fioritura di questo gruppo, molto giovanile ovviamente e molto divertente:eravamo, ci sentivamo un po’ dei privilegiati, dei cavalieri di una società misteriosa, ci sentivamo diversi dagli altri e di questo fu manifestazione-principe una nostra scappatella da scuola, che durò tre giorni, quando andammo ad Anzio e c’è un capitolo nell’Educazione teatrale. Era una bella Accademia (…). E’ stata anche un posto di lavoro e di studio importante. Io ero molto riluttante al mestiere, ci sono andato per far contenta mia madre, però poi mi è piaciuta. C’era un D’Amico che era un trascinatore formidabile, un grande maestro di poesia che era Mario Pelosini e anche tutti gli altri, dalla Capodoglio a Carini, a Costa.”

Dal volume “Vittorio Gassman” di Giacomo Gambetti, Gremese ed. 1999